menzione

punti 47

Leonardo Pugin, Matteo Rampin, Tiziana Baisini

Il progetto manifesta una attenta riflessione sia rispetto al tema architettonico che pedagogico, cercando di sperimentare una nuova distribuzione degli spazi. L’intuizione di frammentare la volumetria appare adeguata per l’inserimento del progetto nel contesto, però composta una maggiore complessità organizzativa degli spazi interni.
L’isolamento delle stanze con la conseguente ridondanza dei nuclei verticali comportano però una certa inadeguatezza rispetto alle esigenze sia di relazione fra i bambini sia di controllo da parte degli educatori. Da un punto di vista compositivo il mantenimento dell’edificato esistente, svuotato e convertito in un ingresso principale, appare forse aneddotico: l’ipotetica demolizione dello stesso avrebbe permesso una maggiore libertà di organizzazione degli spazi, evitando una marcata quanto innecessaria centralità, e radicalità della proposta.